VENDO Account WOW
Forum: Il Mercatino di PC World
Scritto da: sonia1987
Ora messaggio: 21 March 2010 alle 23:39
Pubblicato da WinnySpot crawler
Forum: Il Mercatino di PC World
Scritto da: sonia1987
Ora messaggio: 21 March 2010 alle 23:39
Pubblicato da WinnySpot crawler
Ho acquistato un H.D. esterno Space Book da 320 Gb di Mediacom ma il mio desktop con S.O. windows XP SP3 non lo rileva.
A nulla sono valsi i miei tentativi di installazione del dispositivo, senza successo.
L’H.D. funziona e la spia si accende quando lo collego ad una delle porte USB, provandole…
Pubblicato da WinnySpot crawler
Molte meraviglie d’Islanda sono presso la strada 1, tra questi le cascate Godafoss e Skogafoss, ma anche la laguna Jokulsarlon, ai piedi della fronte principale dei quasi 9000 kmq del ghiacciaio Vatnajokull, laguna dove si naviga tra gli iceberg a pochissimi metri di distanza dal mare. Molte anche le lingue glaciali del Vatnajokull raggiungibili con relativa facilità a pochi chilometri dall’Atlantico, pochi metri sopra il livello dello stesso. Presso la strada 1 è anche il lago Myvatn con spettacolari manifestazioni vulcaniche nei dintorni: spaccature, solfatare fumanti, colate laviche recenti, bocche vulcaniche, montagne dai colori accesi per i sali residuati dall’evaporazione delle solfatare, crateri occupati da laghi smeraldini.
Tutto è grande in Islanda: i ghiacciai, le cascate, i vulcani, i getti dei geyser, le pianure alluvionali percorse dai fiumi glaciali (periodicamente devastate dalle fusioni glaciali dovute alle eruzioni), i deserti dell’interno. E’ un paese dove l’uomo capisce di essere piccolo piccolo di fronte a quello che può fare la natura.
Tre cose ci hanno più colpito in Islanda.
1) Quasi totale assenza di sicurezza, di transenne e segnali di pericolo nei posti visitati, siano cascate, rupi, geyser o vulcani. Tutto ciò non è incoscienza ma è la volontà di preservare il più possibile l’ambiente dall’invasione antropica che fortunatamente è ancora limitata ma che, in potenza, può rovinare le cose straordinarie che si sono formate in millenni di consolidamento di delicati equilibri. Per contro, dappertutto ci sono recinzioni che delimitano le proprietà. Anche zone deserte, persino scogliere in prossimità del mare, sono recintate da un filo spinato peraltro piuttosto basso, che sembra più mirato a delimitare che a impedire l’accesso.
2) Assoluta gratuità dei siti naturali, cascate, geysers, vulcani, fumarole e così via. Si paga solo dove c’è l’intervento umano o si devono usare dei mezzi.
3) Assenza o quasi di Autorità istituzionali visibili (polizia etc.) che denota la civiltà e l’autogoverno individuale a cui è pervenuto il popolo islandese.
Si nota anche la grande presenza di ovini e dei tipici cavalli islandesi. I primi stupiscono per la vastità dei pascoli in cui si muovono, trovandosi talvolta lontani vari chilometri dalla fattoria più vicina, spesso precariamente aggrappati su ripidi pendii. Dei secondi colpisce, oltre alla docilità (facilissimo avvicinarli e accarezzarli) lelevato numero, inevitabile sorge la domanda che se ne fanno?, visto che sembrano davvero troppi per la sola pratica dellequitazione (pur molto diffusa) e per i noleggi ai turisti e che i menu dei ristoranti e i banchi dei supermercati non supportano lipotesi di un elevato consumo di carne di cavallo.
Iniziamo dal giro di lunedì 3 agosto in una semideserta e sonnacchiosa Reykjavik festiva (il primo lunedì dagosto è festa in Islanda). La città, che ospita quasi metà della popolazione del paese (ma includendo le città satelliti larea urbana arriva a 200.000 abitanti, due terzi degli islandesi), pur curata, pulita e ricca di verde, non colpisce il visitatore. Oltre a mancare, e questo si sapeva, un significativo patrimonio monumentale ed artistico, manca anche un centro storico, un quartiere caratteristico, unimpronta allambiente urbano, la città in sostanza è anonima. La zona più piacevole è quella intorno al Tjorn, il laghetto cittadino, presso cui sono la Cattedrale e il Parlamento. Una bella vista dallalto si ha dallalta torre dellHallgrimskirkja, la moderna e imponente chiesa che domina la città dallalto di una collinetta.
Nel pomeriggio, ancora con il sole, ci siamo recati a Thingvellir, seguendo la strada 36 che offre dei bei panorami sul lago Thingvellvatn e raggiunge la frattura Almannagjà, il punto dove milioni di anni fa è emersa dall’Oceano Atlantico la cresta della dorsale medio atlantica che poi sarebbe diventata l’Islanda. La zona è sismica e in occasione dei terremoti la frattura si allarga (2 cm/anno), l’Islanda orientale si sposta verso est e quella occidentale verso ovest, ognuna con la propria placca tettonica. C’è un canyon dove si cammina, è la frattura principale, ma in realtà tutta la zona è fratturata, è un sistema di fratture. Cè da stare attenti a dove si mettono i piedi perchè ci sono fessure dappertutto, alcune anche profonde. Thingvellir è un posto magnifico dal punto di vista geologico per cui dedichiamo poca attenzione al fatto che qui si riuniva, oltre 1000 anni fa, il primo parlamento islandese, all’aperto, e sorgeva una chiesa antica di cui non è rimasta traccia (quella attuale, graziosa ma niente di più, è ottocentesca).
Rientrati in città, ceniamo al Ristorante Pisa (e dove se no?), ma non allitaliana a dispetto del nome e dellabbondante offerta di pizze. La cucina islandese è stata una piacevole sorpresa in questo viaggio, almeno per la qualità. I piatti a base di pesce (soprattutto merluzzo, salmone e trota) sono sempre stati ottimi e abbondanti e da noi in genere preferiti, per gusto personale ma anche per costo, a quelli di carne, dove prevale lagnello. Ovviamente, in un paese di sole 300.000 anime, lofferta è simile in tutto il paese, non cè la tipicità regionale di paesi molto più grandi e popolosi. Molte pecche invece nel servizio, spesso lento e confuso. Anche nelle cittadine (in Islanda il metro per definire cittadina una località sono i 1000 abitanti), si trovano almeno 1-2 locali di buon livello, spesso molto affollati. Con 24-28 Euro a testa abbiamo mangiato ovunque con 2 portate, la main course di pesce o carne e il dessert (sempre buoni quelli a base di skyr, una specie di yogurt locale, diffusissimo) e le bevande, con 4-5 euro si aggiunge una zuppa.
Il meteo del 3 agosto ci ha offerto una ampia prevalenza di sole, con, a Reykjavik, 12°C alle 9, 19°C alle 13 e 18°C alle 18.30.
La mattina di martedì 4 agosto, con un cielo parzialmente nuvoloso e 15°C, ci siamo diretti verso la Penisola di Reykjanes, lestremità sudoccidentale del paese. Dirigendosi verso laeroporto di Keflavik si percorrono vaste distese laviche semipianeggianti, la lava già è ben evidente tra le case di Hafnafjordur, ancora nellarea urbana di Reykjavik. Poco prima di Keflavik, abbiamo piegato a sinistra, dirigendosi verso lestremo sudovest della penisola. Una camminata di unoretta, a tratti sotto una leggera pioggia, ci ha portato alle scogliere di Hafnaberg, dove nidificano molti uccelli marini. Il ponte tra i due continenti ci ha nuovamente portato sulla linea di frattura tra le placche nordamericana ed europea. Nellestremo sudovest della penisola dense nubi di vapore annunciano fabbriche dallaspetto bizzarro che sfruttano lenergia geotermica per ricavare il sale dallacqua di mare. Poco distanti, le spettacolari formazioni rocciose di Valahnukur, in vista dellisolotto roccioso di Eldey.
Avvicinandosi alla Laguna Blu, la pioggia è leggermente aumentata. La strada per giungere da Grindavik alla laguna è tutta lavica ed anche per arrivare allo stabilimento, a piedi dal parcheggio, si percorre un sentiero contornato da pareti laviche. Il quadro è fantastico per i colori, i vapori e tutto l’insieme. Il bagno alla laguna è piacevole e ristoratore e ci si può cospargere del fango bianco ed argilloso che si prende a manciate, oppure farsi massaggiare la schiena sotto la cascata. Si riceve, allingresso, un braccialetto elettronico che si fissa al polso e con cui si apre l’armadietto dove lasciare gli oggetti personali.
Lasciata la Laguna (neppure troppo traumatico uscire brevemente allaperto dopo il bagno, sotto una leggera pioggia e con 12°C), ci siamo diretti verso larea di Krysuvik/Seltun, dove abbiamo familiarizzato con i fenomeni vulcanici secondari così diffusi in Islanda, camminando tra sorgenti calde, pozze di fango ribollente, terreni caldi e dai colori sgargianti a causa dei sali depositati, il tutto tra nuvole di vapore e il sentore di uova marce dato dallanidride solforosa. Poco più avanti è il Lago Kleifervatn, con le sue spiagge nere e montagne nude e spoglie, anchesse scure (dove nere, dove rosse), a fargli corona. Una cornice cupa, ma affascinante.
Dopo il Kleifervatn, trasferimento a Borgarnes, attraversando larea urbana di Reykjavik (16°C alle 18, cielo irregolarmente nuvoloso) e finalmente iniziando il giro in senso orario lungo la 1. Borgarnes non è niente di che, noi abbiamo soggiornato in un bellalbergo, con vista sulle montagne, per tre notti, dedicando infatti le giornate di mercoledì 5 e giovedì 6 agosto interamente a bei giri ad anello, uno tra le montagne a est della cittadina, laltro alla penisola di Snaefellsnes.
1. nebbia d’avvezione su Reykjavik
2. Reykjavik dall’alto del campanile della Hallgrimskirkja
3. Thingvellir
4. Laguna Blu
5. area geotermica di Krisuvik
Pubblicato da Giovanni Staiano


Pubblicato da Vanessa
Pubblicato da glendra
P.S.: Batman, ti sta bene essere considerato "lombardo"?
Pubblicato da Trieste
Pubblicato da fireking8
Pubblicato da carlawert
Pubblicato da Nicos18
Pubblicato da carlawert
1) Sebbene avesse provviste soltanto per una settimana, Cesare non tentò la sortita, fiducioso che le truppe ausiliarie sarebbero arrivate in pochi giorni.
2) Antonio, vinto nella battaglia presso Azio, fuggì verso Alessandria, dove, avendo saputo che quasi tutti i suoi soldati erano passati ad Ottaviano, si uccise.
Grazie millle!
Pubblicato da Baresi88
Bonovox767, che ringrazio mi dice che due antivirus realtime possono causare instabilità. Basterebbe quindi disattivare quella di Comodo, o consigliate di "allegerire" installando solo Comodo Firewall? Le mie paure sono principalmente legate ai rootkit…
Pubblicato da Ciuccolo