Italia: per far muovere l’economia
Rimettere in moto l’economia incentivando i consumi sembrerebbe la maniera più logica. E per aumentare i consumi occorre che la gente abbia soldi in tasca.Il problema è che aumentare i redditi, riducendo al contempo le entrate fiscali, genera dei contraccolpi terribili, non ultimo l’aumento dei prezzi generalizzato ed una forte spinta inflazionistica.Io sono sempre stato favorevole ad una inflazione controllata, dato che la ritengo una tassa assolutamente equa, imparziale e che, soprattutto, colpisce tutti senza dare a nessuno il modo di evadere.Ma l’Europa che siamo andati a creare, basata su principi liberali ( !!! ), vede l’inflazione come il peggiore nemico del Capitale. Ora, come ben sappiamo, viviamo in un sistema economico basato sul capitalismo ed è quindi comprensibile come questa Europa fasulla non voglia in alcun modo ledere il Grande Capitale, anche se questo genera ingiustizia sociale, speculazioni selvagge (e volutamente incontrollabili) e, da parte di certi governi, trucchi normativi per spostare in avanti il giorno della crisi mondiale.Un esempio disastroso di questi trucchi è stato, in Italia, il finanziamento dei consumi. Sì, proprio quelle piccole e subdole finanziarie, fuori da ogni controllo, che hanno ipotecato il futuro di tante famiglie italiane (quasi tutte).Ha funzionato come alimento per le imprese in difficoltà (soprattutto quelle commerciali) che hanno trovato nuovo ossigeno, ma non ha affatto risolto i problemi reali della crisi economica. Li ha solo spostati in avanti nel tempo.Oggi siamo arrivati ad avere quella stessa crisi economica che bisognava lasciare esplodere a tempo debito, con in più la sovrapposizione di una terribile ed incontrollabile crisi finanziaria.Una crisi economica che colpiva soprattutto i bassi ceti non interessava a nessuno, ma una crisi finanziaria che comincia a colpire il Grande Capitale genera terrore nei governanti, che sentono traballare tutte le loro certezze. Ed allora via con i salvataggi delle banche, gli incentivi di Stato per le automobili (e per salvare la nostra Industria in pericolo) e l’avvio (per ora solo nominale) delle grandi opere onde rifornire di nuovo denaro un mercato agonizzante.Penso che ormai sia chiaro a tutti che nessuno dei nostri politici, ne’ di governo ne’ di opposizione, ha la minima idea di come uscirne.Però, ogni giorno, assistiamo al balletto degli sprechi, degli imbrogli dei vari governanti locali (e del loro indotto di sottogoverno) e vediamo un fiume di denaro (che dovrebbe alimentare la nostra economia) uscire dalle casse dello Stato per finire in tasche occulte e, prevedibilmente, finire nei forzieri di tanti nostri politici in qualche paradiso fiscale.Ma le vere ragioni di tanti sconquassi le ricerca solo uno sparuto manipolo di coraggiosi giornalisti professionisti, che non si occupano di gossip, di veline, escort e transessuali, ma che mettono in onda la bellissima trasmissione Report, e ci raccontano in che modo veniamo infinocchiati da anni da quelli ai quali abbiamo affidato a più riprese il nostro futuro.
Pubblicato da WinnySpot crawler


































