Splinter Cell: Conviction posticipato in versione PC
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Scritto da: Attilacc
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Pubblicato da erryk0
Pubblicato da bart
Pubblicato da lisina6
Pubblicato da FANTOZZI1997-99
L’inverno 2003/2004 ha costituito una piacevole sorpresa per gli amanti della neve. Le recenti nevicate di fine febbraio-primi di marzo a Padova arrivano dopo anni con assenza quasi totale di questo fenomeno così affascinante e coinvolgente.
Andando a ritroso nel tempo ricordo lo straordinario ma isolato episodio del 13 dicembre 2001 quando una goccia fredda in quota proveniente dai Balcani portò un pomeriggio nevoso su Padova. L’eccezionalità di quell’episodio non fu tanto legata alla quantità di neve caduta, invero piuttosto modesta, quanto piuttosto al sensibile ed improvviso abbassamento termico che distese su tutti i terreni un sottile e pericolosissimo strato ghiacciato. Nei miei cinquant’anni mai ebbi modo di vedere un evento di questo tipo.
Negli anni ’90 la neve fu quasi del tutto assente dalla nostra città, a parte qualche episodio di scarsa rilevanza. Negli anni ’80 si ebbero precipitazioni nevose un po’ più consistenti, seppure non di molto, se si eccettua la straordinaria ondata di gelo con intense nevicate di metà gennaio 1985. Di quello storico periodo non parlerò perché esistono molti articoli che lo illustrano in dettaglio.
Gli inverni degli anni ’70 non furono molto ricchi di neve; forse solo qualche episodio in più, soprattutto nella prima metà. Molto nevosi furono gli anni ’60 e, per quanto i miei ricordi siano molto labili, ancora di più quelli del decennio precedente. Venti, trenta, quaranta centimetri, ma anche il mezzo metro non erano infrequenti. Spesso in quei lontani anni la neve arrivava assieme al vento da nord-est. Le bufere di neve erano abbastanza abituali. Negli ultimi tre decenni le bufere sono quasi completamente scomparse dalle nostre zone; il vento di nord-est, quando soffia, porta sì temperature rigide, ma cielo assolutamente sereno. Nelle zone centrali e meridionali del versante adriatico questo vento secco e gelido incontra l’umidità del mare favorendo nevicate anche copiose ed a quote basse.
In questo quadro s’inseriscono le novità dell’inverno 2003/2004, che sono sostanzialmente due, tra loro collegate:
1. la ricomparsa di venti freddi da nord-est associati a tempo perturbato (bora scura);
2. la conversione della pioggia in neve dovuta evidentemente all’entrata di venti freddi. Tale conversione è un evento piuttosto raro negli ultimi trent’anni: a Padova la norma è il fenomeno contrario, cioè la neve che si converte in pioggia per il sopraggiungere di vento sciroccali e la contemporanea immissione nell’atmosfera del calore latente di sublimazione che può riscaldare sensibilmente l’atmosfera.
Un’eccezione l’ho già segnalata: la nevicata del 13 dicembre 2001. Andando molto indietro nel tempo il 1° gennaio 1971, dopo una mattinata piovosa, il repentino rinforzo della tramontana portò una discreta nevicata. Anche le burrasche di Santo Stefano – già citate – spesso esordivano con la pioggia.
Quello che ho detto per la neve si potrebbe anche ripetere per un’altra meteora ormai inconsueta e quasi del tutto assente dall’ambiente urbano: la brina. Fino a metà degli anni settanta la brina sopravviveva anche in pieno giorno e per più giorni consecutivi con accumuli consistenti sugli alberi, siepi e reti. La permanenza anche per una settimana o più di nebbie fitte abbinate a temperature sotto lo zero produceva paesaggi di grande suggestione. Talora il periodo nebbioso terminava con l’irrompere di venti freddi e tesi: si assisteva allora ad un turbinio di cristalli simili alla neve, ma con un cielo terso e sole splendente.
Uniformandomi in modo poco originale alla moda imperante di proporre previsioni climatologiche, mi chiedo se le novità di quest’inverno segnino un cambio di tendenza. Ricordo che dopo la torrida estate dello scorso anno i soliti “esperti” avevano teorizzato chi un inverno molto caldo, chi uno molto rigido basandosi rispettivamente sulle teorie dell’inerzia climatica e su quello della contrapposizione. Questo inverno non ha dato ragione né agli uni né agli altri; esso è stato solo un po’ più caratterizzato nella sua parte finale dalle nevicate oggetto di questo articolo, per lo meno nella nostra Padova. E allora penso che una posizione realistica consista nell’affermare che la macchina del tempo è troppo sofisticata – basata com’è sulle leggi del caos – per poterne prevedere il suo comportamento a media-lunga scala. L’episodio interessante ed un po’ anomalo può arrivare in qualsiasi momento e non è dovuto a particolari tendenze del clima bensì a contingenti situazioni bariche che risentono di qualche blocco che porta ad un tempo di un certo tipo per un periodo più o meno lungo di tempo.
E’ d’altra parte verosimile e ormai suffragato da una consistente mole di dati che la tendenza generale provocata dall’impatto delle attività umane sul pianeta sia verso un progressivo riscaldamento. Tale tendenza iniziò verso la metà degli anni ’70. Fino a quella data il trend a partire dagli anni ’50 era verso il raffreddamento. Nei libri di climatologia di inizio anni ’70 autorevoli scienziati ipotizzavano per il futuro un clima decisamente più fresco. Le cose sono andate diversamente; l’effetto serra ha ribaltato questa presunta tendenza. Le isole di calore prodotte dalle grandi e ormai desolatamente ininterrotte aree urbane hanno poi contribuito al riscaldamento progressivo.
Stiamo per adesso a vedere quello che ci porterà l’inverno 2004/2005.
Aggiornamento 2004/2005:
Pubblicato da TheWolf1991.1991
Linverno 2003/2004 ha costituito una piacevole sorpresa per gli amanti della neve. Le recenti nevicate di fine febbraio-primi di marzo a Padova arrivano dopo anni con assenza quasi totale di questo fenomeno così affascinante e coinvolgente.
Andando a ritroso nel tempo ricordo lo straordinario ma isolato episodio del 13 dicembre 2001 quando una goccia fredda in quota proveniente dai Balcani portò un pomeriggio nevoso su Padova. Leccezionalità di quellepisodio non fu tanto legata alla quantità di neve caduta, invero piuttosto modesta, quanto piuttosto al sensibile ed improvviso abbassamento termico che distese su tutti i terreni un sottile e pericolosissimo strato ghiacciato. Nei miei cinquantanni mai ebbi modo di vedere un evento di questo tipo.
Negli anni 90 la neve fu quasi del tutto assente dalla nostra città, a parte qualche episodio di scarsa rilevanza. Negli anni 80 si ebbero precipitazioni nevose un po più consistenti, seppure non di molto, se si eccettua la straordinaria ondata di gelo con intense nevicate di metà gennaio 1985. Di quello storico periodo non parlerò perché esistono molti articoli che lo illustrano in dettaglio.
Gli inverni degli anni 70 non furono molto ricchi di neve; forse solo qualche episodio in più, soprattutto nella prima metà. Molto nevosi furono gli anni 60 e, per quanto i miei ricordi siano molto labili, ancora di più quelli del decennio precedente. Venti, trenta, quaranta centimetri, ma anche il mezzo metro non erano infrequenti. Spesso in quei lontani anni la neve arrivava assieme al vento da nord-est. Le bufere di neve erano abbastanza abituali; tradizionale quella che interessava puntualmente il Triveneto attorno al giorno di Santo Stefano, chiamata appunto burrasca di Santo Stefano. Negli ultimi tre decenni le bufere sono quasi completamente scomparse dalle nostre zone; il vento di nord-est, quando soffia, porta sì temperature rigide, ma cielo assolutamente sereno. Nelle zone centrali e meridionali del versante adriatico questo vento secco e gelido incontra lumidità del mare favorendo nevicate anche copiose ed a quote basse.
In questo quadro sinseriscono le novità dellinverno 2003/2004, che sono sostanzialmente due, tra loro collegate:
1. la ricomparsa di venti freddi da nord-est associati a tempo perturbato (bora scura);
2. la conversione della pioggia in neve dovuta evidentemente allentrata di venti freddi. Tale conversione è un evento piuttosto raro negli ultimi trentanni: a Padova la norma è il fenomeno contrario, cioè la neve che si converte in pioggia per il sopraggiungere di vento sciroccali e la contemporanea immissione nellatmosfera del calore latente di sublimazione che può riscaldare sensibilmente latmosfera.
Uneccezione lho già segnalata: la nevicata del 13 dicembre 2001. Andando molto indietro nel tempo il 1° gennaio 1971, dopo una mattinata piovosa, il repentino rinforzo della tramontana portò una discreta nevicata. Anche le burrasche di Santo Stefano già citate spesso esordivano con la pioggia.
Quello che ho detto per la neve si potrebbe anche ripetere per unaltra meteora ormai inconsueta e quasi del tutto assente dallambiente urbano: la brina. Fino a metà degli anni settanta la brina sopravviveva anche in pieno giorno e per più giorni consecutivi con accumuli consistenti sugli alberi, siepi e reti. La permanenza anche per una settimana o più di nebbie fitte abbinate a temperature sotto lo zero produceva paesaggi di grande suggestione. Talora il periodo nebbioso terminava con lirrompere di venti freddi e tesi: si assisteva allora ad un turbinio di cristalli simili alla neve, ma con un cielo terso e sole splendente.
Uniformandomi in modo poco originale alla moda imperante di proporre previsioni climatologiche, mi chiedo se le novità di questinverno segnino un cambio di tendenza. Ricordo che dopo la torrida estate dello scorso anno i soliti esperti avevano teorizzato chi un inverno molto caldo, chi uno molto rigido basandosi rispettivamente sulle teorie dellinerzia climatica e su quello della contrapposizione. Questo inverno non ha dato ragione né agli uni né agli altri; esso è stato solo un po più caratterizzato nella sua parte finale dalle nevicate oggetto di questo articolo, per lo meno nella nostra Padova. E allora penso che una posizione realistica consista nellaffermare che la macchina del tempo è troppo sofisticata – basata com’è sulle leggi del caos – per poterne prevedere il suo comportamento a media-lunga scala. Lepisodio interessante ed un po anomalo può arrivare in qualsiasi momento e non è dovuto a particolari tendenze del clima bensì a contingenti situazioni bariche che risentono di qualche blocco che porta ad un tempo di un certo tipo per un periodo più o meno lungo di tempo.
E daltra parte verosimile e ormai suffragato da una consistente mole di dati che la tendenza generale provocata dallimpatto delle attività umane sul pianeta sia verso un progressivo riscaldamento. Tale tendenza iniziò verso la metà degli anni 70. Fino a quella data il trend a partire dagli anni 50 era verso il raffreddamento. Nei libri di climatologia di inizio anni 70 autorevoli scienziati ipotizzavano per il futuro un clima decisamente più fresco. Le cose sono andate diversamente; leffetto serra ha ribaltato questa presunta tendenza. Le isole di calore prodotte dalle grandi e ormai desolatamente ininterrotte aree urbane hanno poi contribuito al riscaldamento progressivo.
Stiamo per adesso a vedere quello che ci porterà l’inverno 2004/2005.
Aggiornamento 2004/2005:
Pubblicato da TheWolf1991.1991
Il gioco consiste nel pronosticare uno ed un solo cavallo nelle principali corse di gruppo 1 europee ed extra europee incluse alcune prove meno conosciute con dotazione superiore ai 500000$.
Ai fini del gioco verranno considerate valide solamente corse con almeno 6 partenti alla dichiarazione degli stessi.
Il gioco sara’ articolato in prove, ogni giornata indipendentemente dal numero di corse, sara’ consierata’ una prova.
Il pronostico potra’ essere modificato per un numero indeterminato di volte entro i 5 minuti antecedenti l’orario ufficiale di partenza (es: orario ufficiale 15.05, termine limite visualizzato 15.00).
E’ possibile a propria discrezione introdurre una riserva, per cui varranno le stesse regole del cavallo "titolare".
Non verra’ assegnato alcun punteggio nel caso in cui il cavallo "titolare" dovesse essere non partente ed il giocatore non avesse inserito alcuna riserva.
Il cavallo "titolare" o l’eventuale riserva subentrata otterra’ un punteggio se si classifichera’ al traguardo nei primi 3 posti. In caso di corse con 16 o piu’ partenti verra’ assegnato un punteggio anche se dovesse classificarsi quarto.
Il sistema di punteggio si basera’ sul numero di partenti effettivi e sara’ cosi articolato:
Corse con meno di 8 partenti : 3pt al terzo, 5pt al secondo, 8pt al primo
Corse da 8 a 11 partenti : 4pt al terzo, 6pt al secondo, 10pt al primo
Corse da 12 a 15 partenti : 5pt al terzo, 7 al secondo, 12pt al primo
Corse con piu’ di 15 partenti : 2pt al quarto, 6pt al terzo, 8pt al secondo, 14pt al primo
Pubblicato da momo
Pubblicato da rubensuper
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Pubblicato da Tartdha
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Pubblicato da Tartdha
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Pubblicato da Tartdha