Documentazione nevosa della vostrà citta.
Linverno 2003/2004 ha costituito una piacevole sorpresa per gli amanti della neve. Le recenti nevicate di fine febbraio-primi di marzo a Padova arrivano dopo anni con assenza quasi totale di questo fenomeno così affascinante e coinvolgente.
Andando a ritroso nel tempo ricordo lo straordinario ma isolato episodio del 13 dicembre 2001 quando una goccia fredda in quota proveniente dai Balcani portò un pomeriggio nevoso su Padova. Leccezionalità di quellepisodio non fu tanto legata alla quantità di neve caduta, invero piuttosto modesta, quanto piuttosto al sensibile ed improvviso abbassamento termico che distese su tutti i terreni un sottile e pericolosissimo strato ghiacciato. Nei miei cinquantanni mai ebbi modo di vedere un evento di questo tipo.
Negli anni 90 la neve fu quasi del tutto assente dalla nostra città, a parte qualche episodio di scarsa rilevanza. Negli anni 80 si ebbero precipitazioni nevose un po più consistenti, seppure non di molto, se si eccettua la straordinaria ondata di gelo con intense nevicate di metà gennaio 1985. Di quello storico periodo non parlerò perché esistono molti articoli che lo illustrano in dettaglio.
Gli inverni degli anni 70 non furono molto ricchi di neve; forse solo qualche episodio in più, soprattutto nella prima metà. Molto nevosi furono gli anni 60 e, per quanto i miei ricordi siano molto labili, ancora di più quelli del decennio precedente. Venti, trenta, quaranta centimetri, ma anche il mezzo metro non erano infrequenti. Spesso in quei lontani anni la neve arrivava assieme al vento da nord-est. Le bufere di neve erano abbastanza abituali; tradizionale quella che interessava puntualmente il Triveneto attorno al giorno di Santo Stefano, chiamata appunto burrasca di Santo Stefano. Negli ultimi tre decenni le bufere sono quasi completamente scomparse dalle nostre zone; il vento di nord-est, quando soffia, porta sì temperature rigide, ma cielo assolutamente sereno. Nelle zone centrali e meridionali del versante adriatico questo vento secco e gelido incontra lumidità del mare favorendo nevicate anche copiose ed a quote basse.
In questo quadro sinseriscono le novità dellinverno 2003/2004, che sono sostanzialmente due, tra loro collegate:
1. la ricomparsa di venti freddi da nord-est associati a tempo perturbato (bora scura);
2. la conversione della pioggia in neve dovuta evidentemente allentrata di venti freddi. Tale conversione è un evento piuttosto raro negli ultimi trentanni: a Padova la norma è il fenomeno contrario, cioè la neve che si converte in pioggia per il sopraggiungere di vento sciroccali e la contemporanea immissione nellatmosfera del calore latente di sublimazione che può riscaldare sensibilmente latmosfera.
Uneccezione lho già segnalata: la nevicata del 13 dicembre 2001. Andando molto indietro nel tempo il 1° gennaio 1971, dopo una mattinata piovosa, il repentino rinforzo della tramontana portò una discreta nevicata. Anche le burrasche di Santo Stefano già citate spesso esordivano con la pioggia.
Quello che ho detto per la neve si potrebbe anche ripetere per unaltra meteora ormai inconsueta e quasi del tutto assente dallambiente urbano: la brina. Fino a metà degli anni settanta la brina sopravviveva anche in pieno giorno e per più giorni consecutivi con accumuli consistenti sugli alberi, siepi e reti. La permanenza anche per una settimana o più di nebbie fitte abbinate a temperature sotto lo zero produceva paesaggi di grande suggestione. Talora il periodo nebbioso terminava con lirrompere di venti freddi e tesi: si assisteva allora ad un turbinio di cristalli simili alla neve, ma con un cielo terso e sole splendente.
Uniformandomi in modo poco originale alla moda imperante di proporre previsioni climatologiche, mi chiedo se le novità di questinverno segnino un cambio di tendenza. Ricordo che dopo la torrida estate dello scorso anno i soliti esperti avevano teorizzato chi un inverno molto caldo, chi uno molto rigido basandosi rispettivamente sulle teorie dellinerzia climatica e su quello della contrapposizione. Questo inverno non ha dato ragione né agli uni né agli altri; esso è stato solo un po più caratterizzato nella sua parte finale dalle nevicate oggetto di questo articolo, per lo meno nella nostra Padova. E allora penso che una posizione realistica consista nellaffermare che la macchina del tempo è troppo sofisticata – basata com’è sulle leggi del caos – per poterne prevedere il suo comportamento a media-lunga scala. Lepisodio interessante ed un po anomalo può arrivare in qualsiasi momento e non è dovuto a particolari tendenze del clima bensì a contingenti situazioni bariche che risentono di qualche blocco che porta ad un tempo di un certo tipo per un periodo più o meno lungo di tempo.
E daltra parte verosimile e ormai suffragato da una consistente mole di dati che la tendenza generale provocata dallimpatto delle attività umane sul pianeta sia verso un progressivo riscaldamento. Tale tendenza iniziò verso la metà degli anni 70. Fino a quella data il trend a partire dagli anni 50 era verso il raffreddamento. Nei libri di climatologia di inizio anni 70 autorevoli scienziati ipotizzavano per il futuro un clima decisamente più fresco. Le cose sono andate diversamente; leffetto serra ha ribaltato questa presunta tendenza. Le isole di calore prodotte dalle grandi e ormai desolatamente ininterrotte aree urbane hanno poi contribuito al riscaldamento progressivo.
Stiamo per adesso a vedere quello che ci porterà l’inverno 2004/2005.
Aggiornamento 2004/2005:
21 dicembre 2009: inizia a nevicare verso le 13, molto debolmente fino a verso le ore 19 (temperatura di circa -2 °C). Poi si intensifica; verso le ore 21,30 è molto fitta, con fiocchi larghi e temperatura che aumenta vistosamente (un decimo circa ogni dieci minuti). Il paesaggio è completamente innevato. Nevica molto fitto per tutta la serata, fino a circa mezzanotte (10 cm); nella nottata l’aumento termico produce il cambiamento della neve in pioggia.
4 gennaio 2010: debole nevicata nel corso della giornata, con lieve accumulo che imbianca le superfici più fredde, per breve tempo
26 gennaio 2010: inizia a nevicare leggermente verso le 11,15, si intensifica verso le 12,30. Nel pomeriggio la neve si intensifica, è asciutta e tende ad imbiancare le superfici, che a fine nevicata saranno discretamente bianche (non le strade). Finisce verso le ore 16. Accumulo da stimare attorno al mezzo centimetro circa.
29 – 30 gennaio 2010: inizia a nevicare verso le ore 21 e si infittisce via via, imbiancando verso le 22,30 tutte le superficie. Paesaggio molto suggestivo verso la mezzanotte, con alberi ben carichi di neve. Finisce verso le ore 3 di notte, per un accumulo di circa 6 cm.
30 – 31 gennaio 2010: in serata del 30 pioggia, mista a qualche fiocco; durante la notte si alza il vento da nord-est; verso le ore due inizia a nevicare molto fitto, con vento: è bufera di neve. Al termine della nevicata, verso le ore cinque del mattino, saranno circa 3 cm di neve.
9 – 10 marzo 2010: per tutta la giornata del 9 forte e continuo vento di tramontana, con raffiche anche sui 60 km/h. In serata inizia a nevicare, con fiocchi piccoli, sempre accompagnati da intense raffiche: è bufera di neve a tratti. In nottata forti e pericolose raffiche di vento, ma niente neve, con temperature in diminuzione. Verso le 7 di mattina inizia a nevicare; nevica per tutta la giornata, sempre con vento teso di tramontana. E’ bufera di neve, come da tempo non si vedeva a Padova. La nevicata tende a diminuire di intensità in serata e, nella notte, si esaurisce completamente. L’accumulo al suolo non è molto elevato, essendo una neve piuttosto bagnata, ma i campi ed i tetti sono tutti imbiancati. L’accumulo è irregolare per le forti raffiche di vento. Si può stimare in 4 cm
Pubblicato da TheWolf1991.1991



































